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Paolo Ferrero
Quel che il futuro dirà di noi
Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica
180 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-94-6

Alberto Burgio
Senza Democrazia
Per un'analisi della crisi
288 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-70-0

Pasquale Indulgenza
L'ora opportuna
Canti del cerchio ermetico
80 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-7842-914-7

Marco Bernardini
Scritti (anche) politici
Raccolta di alcuni articoli pubblicati su questo sito
100 pagine
9,99 euro
Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi
Venerdì 2 luglio 2010 alle ore 9.00
manifestazione a Imperia, piazza Bianchi
NO ALL'ATTACCO AI DIRITTI DEI LAVORATORI
"L'ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO"
Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero generale proclamato dalla CGIL e partecipa alle manifestazioni che si stanno tenendo nel Paese.Le conseguenze della manovra del governo Berlusconi, che non mira minimamente a intaccare la speculazione, ma piuttosto a distruggere quel che resta dello stato sociale, saranno pesantissime. Aumenteranno disoccupazione, disuguaglianze e povertà. E i lavoratori pagheranno i prezzi di una crisi provocata dai processi di deregolamentazione e privatizzazione voluti dal capitale e assecondati dai governi, uniti a bassi salari e precarietà.
Scioperare oggi significa anche difendere lo spirito e la lettera della Costituzione repubblicana, che mette il lavoro al centro della vita del Paese e che viene minacciata dall'offensiva padronale: come il ricatto di Pomigliano, cui gli operai hanno risposto con una grande lezione di dignità, dimostrando che opporsi è possibile e necessario. Per contrastare la politica del governo e i disegni padronali, il P.R.C. è in piazza a fianco dei lavoratori consapevole della posta in gioco: l’introduzione in Italia di un vero e proprio modello, che permetterebbe ai padroni di imporre contratti “speciali” per singole aziende, in deroga al CCNL e alla legislazione del lavoro. Insomma: l’importazione del modello polacco!
Intanto, il Ministro Sacconi progetta di cancellare definitivamente lo “Statuto dei diritti dei lavoratori”. Nel suo “Libro bianco” il Ministro spiega che il suo “Statuto dei lavori” sottrarrà le “relazioni industriali” alle leggi che garantiscono una certa protezione dei lavoratori. Ma già l’accordo separato sulla “riforma” del modello contrattuale firmato il 22/01/2009 ha introdotto, per la prima volta in Italia, la possibilità che i contratti aziendali siano peggiorativi di quelli nazionali.
La manovra Tremonti-Berlusconi, fortemente connotata in termini classisti e antipopolari, arriva dopo 18 anni di arretramenti che hanno penalizzato lo Stato Sociale, aumentato le tasse su salari e pensioni e favorito profitti e rendite, nonché di troppi accordi sindacali concertativi e leggi che hanno precarizzato il lavoro, ridotto il salario reale e svuotato il diritto ad una pensione dignitosa. Essa colpisce unicamente e duramente pensionati, invalidi e disabili, precari, lavoratori del pubblico impiego e taglia i finanziamenti dei servizi pubblici forniti da Regioni ed Enti locali.
Bisogna dunque invertire decisamente la tendenza e contrastare l'indirizzo neoliberista dominante negli ultimi decenni. Indirizzo che da ultimo ha prodotto l’infame “Collegato lavoro”, che prevede, tra le altre nefandezze, la possibilità per il “datore di lavoro” di stipulare contratti individuali di lavoro, imponendo al lavoratore deroghe ai CCNL e alla legge. E impedisce il controllo del giudice su di essi.
Proprio queste politiche liberiste tutte rivolte a privilegiare il profitto (considerato l’unico motore che può garantire lo “sviluppo” economico), applicate a livello mondiale da 30 anni, hanno prodotto la crisi economica e finanziaria più grave degli ultimi 80 anni!
Riproporle, addirittura peggiorandole, non solo non farà uscire dalla crisi, ma la peggiorerà e farà aumentare la disoccupazione.
In questo contesto disastroso e desolante, 1.673 lavoratori di Pomigliano hanno detto NO ai ricatti e alle minacce della FIAT! Tra gli operai i NO sono stati pari al 40%, ben di più del 28% rappresentato, nello stabilimento di Pomigliano, da FIOM e sindacati di base, gli unici che hanno rifiutato l’accordo. E i lavoratori hanno scioperato contro l’accordo negli stabilimenti di Mirafiori, Termini Imerese, Sevel e Piaggio.
Qualcosa si muove, malgrado la grave crisi in atto, che è insieme economico/sociale e democratico/civile (vedi, da ultimo, l'aberrante “legge bavaglio”), la manipolazione ideologica più assoluta, la corruzione e il degrado presenti nella Grande Politica e la debolezza e la contraddittorietà dell'attuale opposizione parlamentare!
UNIAMO LE NOSTRE FORZE E LOTTIAMO PER:
- ridurre l’orario di lavoro a parità di salario e abbassare l’età pensionabile;
- sviluppare l’idea di servizio pubblico (sanità, educazione, cultura, casa, trasporti, acqua, energia...), contro la logica delle privatizzazioni;
- ricavare le risorse necessarie a questi obiettivi attraverso: una vera lotta all’evasione fiscale e contributiva, una drastica riduzione delle spese militari e per le missioni all'estero, una seria tassazione dei patrimoni e delle rendite finanziarie;
- cambiare davvero il modello di produzione, di distribuzione e di consumo, creando lavoro che abbia valore sociale per la collettività.
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