Appuntamenti
Niente da segnalare
Notizie & Commenti
Contro l'attentato di Brindisi
Leggi tutto...
I CIE SONO INDEGNI DI UN PAESE CIVILE E DEMOCRATICO!
Leggi tutto...
Lettera a un'operaia che sta per perdere il posto di lavoro
Leggi tutto...
Sosteniamo Il Manifesto
Leggi tutto...
Scioglimento del Consiglio Comunale di Imperia
Leggi tutto...
Un altro porto è possibile... se la città cambia!
Leggi tutto...
Una politica di distruzione di massa
Leggi tutto...
Notizie dalla Val Susa
Leggi tutto...
Notizie da Twitter
In libreria

Paolo Ferrero
Quel che il futuro dirà di noi
Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica
180 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-94-6

Alberto Burgio
Senza Democrazia
Per un'analisi della crisi
288 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-70-0

Pasquale Indulgenza
L'ora opportuna
Canti del cerchio ermetico
80 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-7842-914-7

Marco Bernardini
Scritti (anche) politici
Raccolta di alcuni articoli pubblicati su questo sito
100 pagine
9,99 euro
Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi
Precariato storico
«Il soldato semplice Tom Benson di Boulder, Colorado, venne a conoscenza dell'evolversi della situazione bellica nello scacchiere europeo.Il 6 giugno 1944, visto che era una bella giornata, decise di sbarcare in Normandia.
Partendo da qui il 25 agosto liberò Parigi e proseguì poi fino a Berlino dove, il 30 aprile 1945, catturò il Reichstag, decretando la fine della guerra.»
Chiunque pubblicasse un libro sulla Seconda Guerra Mondiale redatto in questi termini sarebbe sicuramente accusato di falso storico: nessun soldato semplice, per quanto eroico, avrebbe potuto fare tutto questo da solo. Avrebbe, al massimo, potuto eseguire ordini superiori, inquadrati in una ben precisa strategia.
Sicuramente c'è stato, da qualche parte sui fronti della Seconda Guerra Mondiale, un soldato semplice Tom Benson di Boulder, Colorado, quasi certamente anche eroico nelle sue azioni, che però non ha potuto far altro che seguire le direttive provenienti dall'alto, come una pedina nel gioco degli scacchi.
Questa alterazione della storia, però, sta ora accadendo per eventi molto più prossimi a noi, avvolti da una sottile rete di rimozione di dettagli, di piccole "sviste", di omissioni, di "dimenticanze"[1], di continue e lievi[2] modifiche della terminologia usata fino a cambiare totalmente il senso delle frasi e, quindi, il senso della Storia.
Quando diciamo non bisogna dimenticare non ci riferiamo solo al fatto di andare a portare fiori e fare il solito bel discorso di "profondo sdegno contro il vile atto", una volta l'anno, in Piazza Fontana a Milano, in Piazza della Loggia a Brescia, alla stazione di Bologna o agli onnipresenti[3] cippi in memoria dei partigiani.
Non dimenticare significa avere sempre presente qual'era la situazione dell'epoca, chi era che muoveva le fila, perché lo faceva, dove si trova ora e, soprattutto, cosa sta facendo in questo momento.
Riteniamo sia inutile "sbattere il mostro in prima pagina", ipermediatizzando i processi agli esecutori materiali di questi attentati: come il soldato semplice Tom Benson essi non sono, nel disegno globale, che dei due di picche, materiale umano sacrificabile da parte di strateghi con una più ampia visione del contesto.
Riportiamo qui l'editoriale di Paolo Ferrero pubblicato sul sito nazionale di Rifondazione il 2 agosto 2010[4]:
Quell'eccidio politico ancora senza mandantiA nostro avviso, però, non è solo la quantità di morti, pur con tutto il rispetto dovuto ad essi ed alle loro famiglie, che determina la gravità di un attentato: limitarsi a questo conteggio sarebbe avere una visione quasi "mercantilistica" della Storia, in termini di do ut des. Ma la democrazia non è un'attività commerciale che richiede solo un libro mastro, un bilancio di attivi e passivi.
di Paolo Ferrero
Cadono il 2 agosto i trent'anni dalla strage di Bologna. Il 2 agosto 1980 ci furono 85 morti, 200 feriti e altre centinaia di persone, sopravvissute ed incolumi, furono segnate per sempre da quel massacro.
I tribunali hanno condannato in via definitiva, come esecutori materiali della strage, i neofascisti Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini: c'è un filo nero e di morte che parte da Piazza Fontana e arriva al 2 agosto e che ha visto i fascisti nel ruolo di manovalanza al tritolo. I colpevoli ci sono, eppure, in tutti questi anni, ogni qual volta un uomo del governo ha preso la parola in piazza Medaglie d'oro per commemorare la strage è stato ignorato nella migliore delle ipotesi, contestato pesantemente nella peggiore. Perché? Perché manca un "pezzo" di verità, fondamentale quanto l'aver individuato e condannato gli autori materiali della strage. Perchè mancano i nomi e i cognomi dei mandanti; perchè manca una ricostruzione credibile ed esaustiva del ruolo e delle responsabilità della P2, dei servizi segreti, della classe dirigente di quegli anni; perchè manca una ricostruzione dello scenario internazionale e di quanto incise sulla strage.
A distanza di 30 anni non sappiamo ancora perché ci fu quel massacro e i diversi governi non hanno fatto nulla per fare chiarezza.
Il fatto che dopo tanto tempo non si conosca il perché della strage, impedisce di archiviare il 2 agosto come un fatto che riguarda la storia. Il 2 agosto riguarda l'oggi, perché se non è chiaro chi furono i mandanti e perché ordinarono la strage, vuol dire che essi operano ancora, che i fini per cui venne compiuto l'eccidio sono ancora perseguiti. Vuol dire che la strage sta davanti a noi e non dietro di noi. Fino a quando non sapremo il perché, il 2 agosto non ci sarà una commemorazione della strage ma la strage si ripeterà, anno dopo anno, con tutto il suo dolore.
La cronaca politica per altro ci ricorda crudamente che non stiamo parlando di un passato consegnato agli archivi e ai libri di storia: l'attuale Presidente del Consiglio - come è noto - in quegli anni aderiva alla P2, e il suo governo sta attuando senza mezzi termini il piano di "rinascita" di Licio Gelli. Flavio Carboni, figura squallida e complice degli affari di Verdini e Dell'Utri, fu uno dei protagonisti del depistaggio successivo alla strage. In questi mesi si è tornato a parlare delle stragi del 1992 e del 1993: non fu solo Cosa Nostra a mettere le bombe. Essa era "accompagnata" da quell'intreccio di apparati, uomini di governo, massoneria, destra neofascista, che ha continuato - impunito - a fare affari e ad uccidere. Il ricordo della strage di Bologna è una ferita che sanguina ancora perché non c'è ancora tutta la verità. E ogni anno si cerca di confondere le acque provando a dare in pasto ai giornali piste estere che poi, alla prova dei fatti, si dimostrano inconsistenti. O di prorogare la scadenza del segreto di stato, come sta avvenendo in questi mesi, per rendere tutto più difficile e nebuloso. Come Pasolini, anche noi "sappiamo", ma non abbiamo le prove. Non ci basta. Noi chiediamo tutta la verità. Per rispetto di quegli 85 morti e quei 200 feriti, per difendere la Costituzione e la democrazia nel nostro Paese. Perché la strage di Bologna è domani.
Un attentato fallito, o sventato, dal punto di vista democratico è grave e pericoloso quanto un attentato riuscito. L'esteriorità del gesto, anzi, rivela come un bubbone purulento l'esistenza della minaccia. Molto più insidiose sono le microscopiche metastasi che non riusciamo a notare fino a quando è troppo tardi per intervenire con una cura.
È per questo che c'è bisogno non solo di non dimenticare ma, soprattutto, di pensare, di informarci e di non farci irretire e distrarre dalle mistificazioni mediatiche e dalle derive revisioniste.
1 The Right Honourable David Cameron, attuale Primo Ministro britannico e leader del Partito Conservatore, nonostante abbia avuto il massimo dei voti in Storia al prestigioso ed esclusivissimo Eton College, ha dichiarato che nel 1940 il Regno Unito era un "junior partner" (cioè un "socio di minoranza") degli Stati Uniti nella lotta contro il nazismo, "dimenticando" che gli Stati Uniti entrarono in guerra solo l'11 dicembre 1941, mentre il Regno Unito era già in guerra dal 3 settembre 1939.
2 O anche pesanti, come nel caso del Presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli che ha totalmente cassato e travisato il contributo della Resistenza nella Seconda Guerra Mondiale (si veda, tra i tanti articoli in proposito, quello su La Stampa).
3 E sempre meno curati.
4 http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/8020/314/
Cerca
Contatti
Vuoi contattare il Circolo Dianese?
Usa il modulo contatti.
Rassegna stampa
Elenco comunicati stampa emessi
Messùja e Martèllu
Press Kit
ONLINE
Notizie locali
L'eco della riviera
La Riviera
Primocanale
Riviera24
Sanremo News
Link
Dal produttore al consumatore
Frutta e verdura genuina direttamente dai contadini, senza intermediari.
Leggi tutto...
RSS dal blog di
Paolo Ferrero
Questa pagina è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.
Partito della Rifondazione Comunista - partita I.V.A. 91015120081
Dichiarazione ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62:
"Questo sito non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare".
Gli aggiornamenti sono effettuati senza scadenze predeterminate o regolari e consistono in
migliorie/approfondimenti a quanto già pubblicato senza rinnovare completamente i contenuti precedenti."
Ultimo aggiornamento del testo principale: venerdì 03 settembre 2010 - 18:32:24
Pagina generata in 0,003 secondi.
Il tuo indirizzo IP è 38.107.179.212


