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Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi

venerdì 13 agosto 2010

Statalismo neoliberista

by Stephanie Lamphere - http://www.flickr.com/photos/stephee/3492684318/ Il 13 agosto 2010 il sito di BBC News segnala[1] che The Right Honourable David Cameron, attuale Primo Ministro britannico e leader del Partito Conservatore, ha reclutato il miliardario Sir Philip Green[2] incaricandolo di occuparsi del modo in cui vengono spesi i fondi governativi.
Dice la BBC: «Sir Philip, proprietario della catena di abbigliamento Arcadia Group, esaminerà le spese degli ultimi tre anni per identificare potenziali risparmi.
Egli ha detto alla BBC che acquisti più centralizzati da parte del governo potrebbero aiutare.»

A quanto pare i neoliberisti invocano il cosiddetto "libero mercato" solo quando agiscono come venditori: quando devono invece calarsi nei panni degli acquirenti paiono dimenticarsi di tutto quanto hanno predicato a proposito della concorrenza, della necessità di evitare intromissioni nel mercato da parte dello stato, ecc.
Il metodo statalista, tipico della vecchia Unione Sovietica e di altri paesi dell'Est a economia pianificata, è stato usato per svariati decenni, quindi non è che Sir Philip abbia scoperto l'acqua calda. Ci domandiamo se il suo prossimo passo sarà quello di decidere che, tutto sommato, se lo Stato si trasformasse in produttore di determinati beni che deve acquistare non sarebbe costretto a pagare gli utili (il plusvalore, nella teoria marxista) che spetterebbero a produttori esterni.
A quel punto, in nome della sopravvivenza economica della nazione, trasferendo gli strumenti di produzione nelle mani dello Stato non avrebbe fatto altro che seguire quasi alla lettera quanto indicato da Marx e Engels molti anni fa, invertendo l'assurda e stupida corsa alla privatizzazione e rilanciando la nazionalizzazione di parte dell'industria.
Se una cosa così l'avesse proposta Gordon Brown ci sarebbe stata una levata di scudi contro la "sovietizzazione" della Gran Bretagna, mentre invece ora la destra la presenterà come una "brillante idea per uscire dalla crisi".
Secondo noi non è necessario un abile (e un po' piratesco) imprenditore, oppure un laureato di Eton, per comprendere queste ovvie verità: lo Stato (e qualsiasi altra Pubblica Amministrazione) non può, e non deve, comportarsi come una azienda qualsiasi, per il semplice fatto che i cittadini non possono essere trattati nello stesso modo in cui si trattano viti e bulloni, e quando si lavora per essi non si può avere come unico obiettivo il profitto.
Ci auguriamo che lo capiscano anche i nostri politici e amministratori.

Marco Bernardini
Segreteria del Circolo Dianese

Immagine di Stephanie Lamphere

1 Dal sito della BBC: Sir Philip Green to examine government spending (in inglese)

2 Imprenditore britannico con una fortuna personale di oltre 4 miliardi di sterline, poco meno di 5 miliardi di euro, che controlla il 12% del mercato al dettaglio di abbigliamento in Gran Bretagna e la cui moglie, titolare di alcune delle attività, ha la residenza a Monaco - fonte: Wikipedia (in inglese).


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