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Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi

martedì 10 gennaio 2012

Lettera ai lavoratori

by Eugen Nosko - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fotothek_df_n-11_0000667.jpg Anche umiliato, un padre operaio puzza di dignità.
Moltissimi operai si alzano presto al mattino, escono e vanno in fabbrica.
Al ritorno, puzzando di fabbrica, spesso si addormentano sul divano davanti alla TV, distrutti dal lavoro e alienati dalla produzione di migliaia di pezzi tutti uguali, realizzati con il solo scopo di arricchire ancora di più il padrone.
Passano felici il proprio tempo libero, quando ne hanno, con mogli e figli.
Soffrono, quando si accorgono che il loro salario non consente di soddisfare le esigenze delle proprie famiglie.
Vengono umiliati, quando offrono loro ridicoli aumenti di salario.
Si distruggono del tutto quando, magari verso i 50 anni, uno pseudo manager dice loro che sono troppo vecchi per le esigenze del lavoro.
Ci sono manager, o presunti tali, che chiedono di alzare sempre più l'età della pensione, e sono stati accontentati.
Ci sono economisti, o presunti tali, che incitano alla globalizzazione del denaro, e sono stati accontentati, ma hanno dimenticato la globalizzazione dei diritti dei lavoratori.
Ci sono giornalisti, o presunti tali, che affermano con incredibile faccia tosta che gli operai non esistono più: perché, allora, esistono ancora i padroni?
Ci sono politici, o presunti tali, che chiedono agli operai di fare ulteriori sacrifici per il (loro?) paese.
Ci sono sindacalisti, o presunti tali, che dicono che la modernità richiede di tornare indietro.
Ma ci si sente veramente male quando, già il 26 luglio 2010, su La Stampa[1] il marito dell'attuale Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali (con delega anche alle Pari Opportunità), Mario Deaglio, affermava che i diritti dei lavoratori diventano componenti non monetarie della retribuzione, che la difesa del posto di lavoro doveva essere sostituita da una volatile garanzia della continuità delle occasioni di lavoro, ma soprattutto che il lavoratore, i cui salari sono ormai ridotti al minimo, non necessitava più del tempo libero in cui spendere quel salario, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte, (teoria poi ripetuta da Deaglio a Radio 24[2]).
Pensare che un Professore Ordinario di Politica Economica abbia avuto il coraggio di sostenere che il tempo libero di un operaio non ha alcun valore perché non è correlato al denaro fa venire il voltastomaco, anche da un punto di vista capitalistico: dimentica forse il prof. Deaglio quale consistente parte del PIL mondiale deriva dal cosiddetto "intrattenimento" (musica, cinema, pay-TV, videogiochi[3], ecc.) al quale viene dedicata una gran parte del tempo cosiddetto "libero"?
Quegli operai che dopo 40 anni in cui hanno sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la loro famiglia, perche quello è (ancora) gratis, puzzano di dignità.
Quelli che non solo chiedono ulteriori sacrifici, ma ce li fanno fare e basta, mentre loro riescono a non rimetterci nemmeno un centesimo, puzzano di qualcos'altro.
E questi manager tentano ora la scalata alla politica, per asservirla alla loro logica mercantilistica. Non si tratta quindi di governi di "tecnici", come vogliono farci credere, ma di veri e propri colpi di stato fatti da pirati e masnadieri a livello globale, per sostituire la democrazia con il profitto personale, loro e della loro congrega.
Auguro a questa classe manageriale di guadagnare lo stipendio di un operaio per una intera vita lavorativa[4], provando a crescere 2 figli, magari facendone laureare uno, e poi vedere se riescono a morire senza lasciare in eredità solo debiti.

Firmato: un operaio, ma per davvero.


Immagine di Eugen Nosko dalla Deutsche Fotothek

1 Articolo online su Rassegna Stampa - Governo Italiano

2 Radio 24 - MP3 della trasmissione

3 Nel 2011 l'industria dei videogiochi è stata valutata in $65.000.000.000 (65 miliardi di dollari) - fonte: Reuters.

4 Nel 1999 il salario medio di un dirigente era 69 volte quello di un lavoratore. Nel 2009 un dirigente guadagnava 145 volte più di un lavoratore medio. Fonte: The Telegraph.
Negli USA la differenza media è 343 volte. Fonte: CNN.


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