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Paolo Ferrero
Quel che il futuro dirà di noi
Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica
180 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-94-6

Alberto Burgio
Senza Democrazia
Per un'analisi della crisi
288 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-70-0

Pasquale Indulgenza
L'ora opportuna
Canti del cerchio ermetico
80 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-7842-914-7

Marco Bernardini
Scritti (anche) politici
Raccolta di alcuni articoli pubblicati su questo sito
100 pagine
9,99 euro
Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi
Venerdì 3 febbraio manifestazione studentesca a Imperia
Qualcuno pensa, e in parte ha ragione, che in politica essere contro dà sempre l’ idea di essere più impegnato, più critico, più puro, meno venduto...E così per noi essere genericamente contro questo governo può rappresentare una prova di opposizione che molti, soprattutto i meno conservatori, non apprezzano; si sprecano quindi le accuse di estremismo a nostro carico: “Ma come?”, - dicono - ”dopo 20 anni di nani e ballerine” (per restare sugli aspetti più soft) “ora che abbiamo facce rispettabili a rappresentarci, non solo non siete contenti, ma pure scendete in piazza!”
Ebbene si, perché questo governo può anche darsi che in qualche dettaglio applichi in modo realistico ed inevitabile i diktat della finanza per evitare che la stessa determini una crisi peggiore che pagherebbero pesantissimamente i soliti noti, ma in alcune scelte di fondo fa veramente schifo.
Intanto dividiamo in due le questioni Politiche:
• quelle di respiro breve e medio, che riguardano il lavoro, gli scambi, i salari, le pensioni, gli stipendi, il fisco, i servizi: l’ economia
• quelle di lungo e lunghissimo respiro che riguardano la guerra, i rapporti fra gli stati, il possesso e la gestione dei beni comuni (primo fra tutti il Pianeta: terra aria acqua e fuoco direbbero i classici, suolo, atmosfera, idrosfera ed energia, diciamo noi).
Ora: mentre le scelte politiche di breve e medio respiro sono in gran parte reversibili e nel giro di qualche generazione le classi sociali subalterne avranno l’ opportunità di risvegliarsi dalla botta tremenda che Reagan, Thatcher, Berlusconi, (e tutto i liberisti del “privato è bello ed indiscutibile”) ci hanno assestato, quelle di lungo e lunghissimo respiro sono senza ritorno in tempi storici, ed alcune persino in tempi geologici.
Naturalmente la macelleria sociale fa e farà molte vittime e sarà quindi il caso di continuare a fare tutto il possibile per limitare i danni derivanti dalla distruzione dello stato sociale, dall’abbattimento dei diritti (ora si chiamano “privilegi”), dal pazzesco incremento della forbice fra i pochi che hanno moltissimo ed i moltissimi che hanno poco, ma, ed è più di una speranza, la presa di coscienza che, ad esempio, il problema dei lavoratori del nord non sono i lavoratori del sud ma la forma in cui è organizzato il lavoro tanto nei nord come nei sud, prima o poi verrà e i rapporti fra gli uomini potranno essere ricostruiti.
I danni all’ambiente, in senso lato, sono ormai ad un punto di pericolosità estrema ed avranno conseguenze assai più durature e devastanti.
Ed ecco, quindi, dove l’ attuale governo dimostra tutta la sua “criminosità”:
• Conferma dell’acquisto di 131 caccia F 35 per un costo pari a 1.250 milioni di € ogni anno fino al 2023.
• Conferma dei privilegi (questi lo sono) allo Stato della Città del Vaticano (anche l’acqua usata in Vaticano, compresa l'acqua santa, è fornita gratuitamente dal Comune di Roma), con particolare riguardo all’esenzione dall’ICI anche per gli immobili commerciali e di accoglienza (2 miliardi e 400 milioni di € all’anno) e da Irpef e Iva (4 miliardi di € all’ anno)
• Deregulation delle metodologie di smantellamento degli impianti nucleari esistenti e della gestione delle scorie radioattive.
• Impudenza nell’aver tranquillamente riparlato (per ora solo riparlato) di nucleare.
• Vendita dei terreni agricoli dello Stato per trasformarli in lotti edificabili.
• Cancellazione di gran parte delle procedure di salvaguardia ambientale (nel nome della semplificazione).
• Libertà di trivellazione selvaggia alla spasmodica ricerca di petrolio lungo le Coste d’ Italia.
• Privatizzazione dei servizi, a cominciare dalla raccolta rifiuti per completare massicciamente la via degli inceneritori anziché del recupero, riuso, riciclo, e con grandi tentazioni sull’acqua, argomento per ora solo rallentato dal referendum.
• Criminalizzazione di ogni dissenso, a cominciare dal movimento NO TAV, senza aver neppure provato a leggere almeno alcune delle motivazioni contrarie (dei bravi professori, almeno, correggono i compiti e motivano punto per punto gli errori...)
Si tratta di questioni di una gravità evidente e che nulla hanno a che vedere con le (presunte) necessità dettate dalla crisi economica, anzi: una impostazione diversa garantirebbe la creazione di innumerevoli posti di lavoro, l’investimento di quei denari (F 35, ICI beni ecclesiastici) verso gli ammortizzatori sociali e la salvaguardia del patrimonio artistico culturale ed ambientale (l’area di Pompei, forse una della più importanti al mondo, dispone di 3 - tre - operai..).
Poi che Monti sia più presentabile dell’Innominato lo vedono tutti, ma non ci voleva molto.
Per tutto questo il 3 febbraio saremo a fianco degli studenti di Imperia, perché la prima vittima è il loro futuro.
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