Appuntamenti

Niente da segnalare

Notizie & Commenti

Contro l'attentato di Brindisi
Leggi tutto...

I CIE SONO INDEGNI DI UN PAESE CIVILE E DEMOCRATICO!
Leggi tutto...

Lettera a un'operaia che sta per perdere il posto di lavoro
Leggi tutto...

Sosteniamo Il Manifesto
Leggi tutto...

Scioglimento del Consiglio Comunale di Imperia
Leggi tutto...

Un altro porto è possibile... se la città cambia!
Leggi tutto...

Una politica di distruzione di massa
Leggi tutto...

Notizie dalla Val Susa
Leggi tutto...

Meno recenti...

Notizie da Twitter

In libreria

Quel che il futuro dirà di noi
Paolo Ferrero
Quel che il futuro dirà di noi
Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica

180 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-94-6
Senza Democrazia
Alberto Burgio
Senza Democrazia
Per un'analisi della crisi

288 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-70-0
L'ora opportuna
Pasquale Indulgenza
L'ora opportuna
Canti del cerchio ermetico

80 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-7842-914-7
La guardia è stanca
Geraldina Colotti
La guardia è stanca
poesie

112 pagine
13,50 euro
ISBN: 978-88-95449-89-0
Scritti (anche) politici
Marco Bernardini
Scritti (anche) politici
Raccolta di alcuni articoli pubblicati su questo sito

100 pagine
9,99 euro

Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi

mercoledì 07 luglio 2010

Contro il culto della personalità

Intonaco sabbia e cemento Quando si costruisce una casa non esiste un lavoratore più importante di un altro: perché la casa sia abitabile non basta il progetto di un architetto "di grido", ma occorre anche il lavoro del muratore, del carpentiere, del piastrellista, dell'idraulico, dell'elettricista, dell'imbianchino, dell'impermeabilizzatore, del serramentista e così via. Solo un insieme armonico e coordinato di tutte le funzioni necessarie può garantire un buon risultato: una casa con i pavimenti sbilenchi o gli spigoli serpeggianti non sarà una casa funzionale, come non lo sarà una con i serramenti pieni di spifferi o con l'impianto idraulico che perde, fosse anche progettata da Fuksas o Calatrava.
A livello politico la situazione è la stessa. Per fare un partito non basta un leader che dica cose interessanti e divertenti in TV, ma ci vuole prima di tutto una solida base politica ed una accurata organizzazione a tutti i livelli.
I partiti "nominalisti" che hanno proliferato negli ultimi anni ("Lista Pinco Pallino", "Movimento Mario Rossi" e via di seguito, sia a destra che a sinistra e persino fuori dall'arco parlamentare) su cosa si basano? Semplicemente su un singolo individuo che trasforma le proprie idee personali in programma politico, in un guazzabuglio spesso privo di una linea organica e con finalità a volte contradditorie. Se si tratta poi di partiti che dispongono di un certo peso elettorale hanno anche la tendenza a trasformarsi in strutture feudali piramidali, nei quali i numeri di voti portati e l'asservimento alle direttive del Cesare di turno consentono una più o meno folgorante carriera politica, anche per individui privi di qualifiche o capacità.
Il bipolarismo non è una soluzione a questo, anche perché tende a diventare, nella forma praticata in Italia, l'innalzamento al massimo livello del culto della personalità. Questo, come conseguenza, sta provocando un progressivo allontanamento dei cittadini dalla vita politica, poiché molto spesso non si sentono (né sono) rappresentati da nessuno dei due poli, trovandosi a scegliere tra alternative attraenti e differenziate quanto una tegola in testa o una martellata su un piede.
Il multipartitismo e la rappresentanza proporzionale, se non fossero stati svuotati del loro significato democratico da molta propaganda demagogica riferentesi a quanto accaduto negli ultimi anni della cosiddetta Prima Repubblica, permetterebbero ai cittadini di esercitare appieno i loro diritti. Gli arcani meccanismi matematico-legislativi che regolano attualmente le elezioni, però, consentono paradossi quali liste comunali che ottengono un solo voto ma quattro consiglieri comunali[1].
Per il multipartitismo tipo Prima Repubblica occorre fare un'altra considerazione. La vanità è una componente essenziale della natura umana e animale (ma per gli animali è almeno giustificata dalle necessità riproduttive e non fine a se stessa). Crearsi il proprio partito è una delle massime forme di vanità: si diviene ciò che gli etologi definiscono "individuo alfa del branco" e, quando esisteva ancora il finanziamento pubblico ai partiti, si poteva pure contare su un non indifferente gettito economico. Ora vi saranno sicuramente "rimborsi spese" per la partecipazione alle varie trasmissioni TV (nelle quali si verrà pagati un tot a parolaccia o insulto, perché aumentano l'audience), affiancate alla possibilità di frequentare veline e altre pettorute figure decorative del piccolo schermo.
Un'accusa che viene spesso mossa al nostro partito è quella di mancare di personaggi "carismatici" in grado di agglomerare il dissenso o di insultare gli avversari in televisione. Ma cosa succede quando questi personaggi, per un motivo o per l'altro, scompaiono dalla scena? Si scioglie il partito? Si beatifica il personaggio?
Cedere alla tentazione del personalismo significa cadere nel tranello abilmente tessuto da un sistema politico-economico che vuole sopprimere la democrazia, accettando il ruolo di giullare di corte in cambio dei residui dei banchetti dei Signori.
E questo, come è facile notare, è avvenuto anche per il capitalismo: ora non ci sono più "padroni", ma solo anonimi consigli di amministrazione e manager rimpiazzati a rotazione per seguire la "politica aziendale". L'odiato Sergio Marchionne[2], da un punto di vista tecnico, è un lavoratore pure lui. Quando l'assemblea degli azionisti deciderà di polacchizzare il suo salario (4.782.400 euro l'anno[3]) si troverà (quasi) nelle stesse condizioni degli operai di Pomigliano. Ma dove sono finiti allora i "padroni", visto che più nessuno è proprietario di nulla, se non di qualche manciata di certificati azionari? Astutamente la maggior parte di essi ha resistito alle sirene ammaliatrici del culto della personalità, evitando di mettersi troppo in mostra[4] e delegando il ruolo di portavoce / macchietta a chi ha una personalità istrionica e vuole farsi notare ad ogni costo[5].
Ma torniamo al nostro "Movimento Mario Rossi" ed al suo ruolo nello scenario politico attuale. Supponiamo che il sig. Rossi, grazie alle sue idee veramente innovative ("I politici sono tutti ladri" e "Premetto che non sono razzista") ottenga un grande successo tra gli avventori del Bar Sport e gli utenti di FaceBook, che gli consentono di accedere a qualche reality show dove ha modo di proporre le sue esternazioni a livello nazionale. Con un seguito di una decina di migliaia di fans creerà quindi il Movimento, avente come finalità l'abolizione della legge Merlin e la creazione di un milione di nuovi posti di lavoro (stranamente destinati principalmente alle donne, meglio se pure giovani). Una tale entità politica sarebbe in grado di raccogliere il voto "epidermico" di molta parte dell'elettorato scontento o disinteressato alla politica, ma quali radici avrebbe? Quali sarebbero i suoi valori di riferimento? E che immagine darebbe, all'estero, del nostro paese?
L'avversione per i politici "di professione" che si è manifestata dopo Tangentopoli e Mani Pulite[6] ha portato alla comparsa nelle Camere di deputati e senatori non solo totalmente privi di preparazione politico - istituzionale, ma anche, in alcuni casi, anche dei concetti basilari del lessico della lingua italiana. Ma come è possibile legiferare e governare (ammesso che si conosca la differenza tra potere legislativo e potere esecutivo) senza avere una solida base culturale? L'onestà, da sola, non basta a fare un buon politico: conoscere l'evoluzione del pensiero umano è anche un modo sia per evitare perdite di tempo reinventando cose magari già proposte da Aristotele, Machiavelli, Voltaire o Marx[7] che per evitare di ripetere gli errori del passato.
Naturalmente, chi fa della propria persona il fondamento di un partito, difficilmente ammetterà di avere derivato i propri punti di vista da un sistema politico precedente[8] o, al massimo, si vanterà di averlo "migliorato".
Noi, al contrario, non abbiamo problemi a dire che il nostro programma politico parte da Karl Marx e passa per Lenin, Labriola, Gramsci, Togliatti, Berlinguer, per citare le figure più note, senza però cadere nell'idolatria per le figure fondatrici del movimento operaio, ma piuttosto sviluppando in modo dialettico i concetti di base per meglio comprendere il mondo attuale
La gente passa, le idee restano.


Marco Bernardini
Segreteria del Circolo Dianese

1 È accaduto nel 2006 nel Comune di Armo (IM), come si può verificare nei risultati elettorali pubblicati dal Ministero degli Interni.

2 Amministratore Delegato del Gruppo Fiat e di Chrysler. Nominato nel 2006 Presidente della European Automobile Manufacturers Association (ACEA). È inoltre Presidente del Consiglio di Amministrazione della Société Générale de Surveillance di Ginevra, Vicepresidente non esecutivo del Consiglio di Amministrazione del colosso bancario svizzero UBS e consigliere di amministrazione di Philip Morris International (colosso del tabacco facente parte del gruppo multinazionale Altria). [Fonte: Wikipedia]

3 Fonte: MSN.it Borsa e Finanza

4 Qualcuno ha chiesto - e ottenuto - di non comparire neppure nelle liste delle persone più ricche del mondo, qualcun altro ha passato decenni in latitanza.

5 Sarà a causa della limitata altezza, come succede con i volpini, che sono più petulanti dei molossi?

6 Paolo Ferrero, nel suo libro "Quel che il futuro dirà di noi" fa notare che furono le reti Finivest a portare avanti la più pesante campagna antipolitica in quei tempi.

7 «...queste cambiali rappresentano, per la maggior parte, acquisti e vendite reali che, avendo assunto un’estensione di gran lunga superiore al bisogno sociale, sono in definitiva la base di tutta la crisi. Inoltre una massa enorme di queste cambiali rappresenta soltanto affari truffaldini che vengono ora finalmente a galla e scoppiano; inoltre rappresentano speculazioni fatte con capitale altrui e non riuscite; in fine capitali-merce deprezzati o del tutto invendibili, oppure riflussi che non possono più attuarsi». Nonostante l'attualità del testo, si tratta di un estratto da "Il Capitale", libro 3, cap. 30, pubblicato nel 1894.

8 Antonio Labriola, nella sua opera del 1899 "Del materialismo storico", osservò «Le idee non cascano dal cielo; né noi riceviamo il ben di dio in sogno.» - Testo integrale disponibile all'indirizzo http://www.marxists.org/italiano/labriola/1899/materialismo-storico.htm.


Licenza Creative Commons
Questa pagina è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.
Questa pagina è stata richiesta domenica 20 maggio 2012 alle 17:29:20
Privacy

Partito della Rifondazione Comunista - partita I.V.A. 91015120081
Dichiarazione ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62:
"Questo sito non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare".
Gli aggiornamenti sono effettuati senza scadenze predeterminate o regolari e consistono in
migliorie/approfondimenti a quanto già pubblicato senza rinnovare completamente i contenuti precedenti."

Ultimo aggiornamento del testo principale: venerdì 03 settembre 2010 - 18:32:45

Pagina generata in 0,0033 secondi.

Il tuo indirizzo IP è 38.107.179.213