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In libreria

Paolo Ferrero
Quel che il futuro dirà di noi
Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica
180 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-94-6

Alberto Burgio
Senza Democrazia
Per un'analisi della crisi
288 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-70-0

Pasquale Indulgenza
L'ora opportuna
Canti del cerchio ermetico
80 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-7842-914-7

Marco Bernardini
Scritti (anche) politici
Raccolta di alcuni articoli pubblicati su questo sito
100 pagine
9,99 euro
Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi
Cambiamo Diano Marina
Venerdì 14 gennaio
dalle ore 20.00
Diano Marina - presso sala del Bowling
Le forze politiche locali
della Federazione dei Verdi
dell’Italia dei Valori
di Rifondazione Comunista/FdS
di Sinistra Ecologia Libertà
si confrontano con i cittadini, le associazioni, i partiti, gli amministratori
alla presenza dei seguenti relatori:
Alessio Ciacci - assessore del Comune di Capannori (LU)
Stefano Quaranta - comitato regionale S.E.L.
Santo Grammatico - segreteria regionale Lega Ambiente
C’era una volta ...
C’era una volta un paese non troppo lontano, affacciato sul mare e baciato dal sole.Questo paese era assai stimato per la qualità delle sue spiagge, ed era usanza che la gente venisse da molto lontano per trascorrervi le vacanze.
Un omino si occupava di raccogliere, per conto del Gran Consesso dei Cittadini, le gabelle dei villeggianti che decidevano di approfittare delle spiagge e del porto di proprietà della comunità; il Gran Consesso, con questo denaro, si occupava di tenere in ordine le strade, l’acquedotto, le fognature, organizzare spettacoli ed attrazioni e così via.
Un brutto giorno alla testa del Gran Consesso venne eletto un nuovo borgomastro, grazie soprattutto alle sue strane promesse, tipo «Prometto che se a gennaio nevicherà faremo di tutto perché in estate le strade siano di nuovo transitabili!».
Il borgomastro, appena insediatosi, disse però: «Ora il Monarca sono io! E voi tutti farete come dico io.». Da quel momento iniziò un brutto periodo per il paese!
L’omino che raccoglieva le gabelle venne sostituito da una confraternita dallo strano nome di “Ghiottoni Monumentali”, il cui abate era un carissimo amico del borgomastro, e tutti i marenghi, i ducati, i baiocchi, i dobloni e gli zecchini che prima arrivavano alla città da tutte le parti del mondo misteriosamente non si fecero più vedere (forse erano diventati timidi).
Le strade si intristirono tanto della scomparsa dei loro amati amici luccicanti che si riempirono di buche, e l’acquedotto fu così addolorato che spesso scoppiava in pianti dirotti, allagando tutto intorno. La fognatura non fu da meno: fu anzi colpita spesso da attacchi di colite che contribuirono a rendere poco divertenti le acque per i bagnanti.
Il borgomastro che si credeva monarca però non faceva caso a queste cose: per lui l’importante era competere con i paesi vicini, inventandosi cose sempre più strane e mai viste in città, come per esempio le gallettine citrulline, sperperando quel po' di soldi che erano rimasti nelle casse.
Cosa successe allora?
Se questa fosse veramente una favola sarebbe arrivato il paladino in groppa al destriero a cacciare il borgomastro, ma purtroppo questa è la cruda realtà, anche se descritta con altri toni.
IL DENARO DEI CITTADINI DEVE ESSERE CONTROLLATO DAI CITTADINI!
La scelta di affidare alla “Gestioni Municipali S.p.A.” la gestione degli introiti derivanti da porto e spiagge, oltre che sciagurata, è pure illegale: i piccoli Comuni, con popolazione inferiore a 30.000 abitanti, non possono costituire società.Delle centinaia di milioni di lire di cui il Comune disponeva ogni anno prima della poco astuta “invenzione” della G.M. non si è più vista traccia: eppure la Società non ha avuto problemi a trovare il denaro per le grasse remunerazioni del proprio Consiglio di Amministrazione e per consulenze di dubbia utilità.
A questo stato di cose deve essere posto un termine, e la gestione di porto e spiagge deve tornare al Comune, perché possa nuovamente avere più fondi per la manutenzione di strade, acquedotto e fognature, per il collegamento di queste al depuratore di Imperia, per i servizi sociali e, in generale, per tutte quelle cose che rendono più gradevole lo stare a Diano Marina.
Solo i rappresentanti democraticamente eletti dei cittadini devono gestire il loro denaro, rispondendone al momento delle elezioni.
LE SPIAGGE: VERO TESORO DI DIANO MARINA
Le migliaia di turisti che vengono a Diano Marina lo fanno principalmente per le sue spiagge: è quindi assurdo che centinaia di metri di pregiato litorale sabbioso debbano essere sacrificate in nome di un insensato progetto di porto turistico che, oltre ad un costo di 55 milioni di euro totalmente a carico del Comune, porterà anche all’inquinamento delle acque di balneazione.LA CAMANDONE: UNA OPPORTUNITÀ DA NON PERDERE
La caserma Camandone deve diventare il perno aggregativo della vita sociale e culturale dell’intero comprensorio Dianese, e non l’ennesimo agglomerato di seconde case mascherato da “centro benessere” destinato ad un prematuro fallimento di comodo o a qualche altra estemporanea iniziativa che ne impedisca, per sempre, la fruibilità da parte di tutta la cittadinanza.Un attento riutilizzo della Camandone per iniziative che favoriscano anche il turismo giovanile, come potrebbe per esempio essere la creazione di un ostello della gioventù, può avere una ricaduta positiva sul tessuto socio-economico di tutto il dianese.
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