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Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi

sabato 22 gennaio 2011

Pagherete caro, pagherete tutto

La nuova tassa di soggiorno Ci domandiamo perché l'attuale Governo abbia fatto proprio un celebre slogan degli anni ’70: sicuramente di quel periodo ci sarebbero state ben altre cose da conservare, prime fra tutte i diritti dei lavoratori.
L'ennesima trovata che giunge dalle stanze del potere, probabilmente concepita durante una "festicciola" non troppo ben riuscita, è quella di una eventuale reintroduzione della famigerata Tassa di Soggiorno, inventata nel dicembre 1910 sotto il governo della Destra Storica di Luigi Luzzatti, modificata con Regio Decreto nel 1938 (lo stesso anno delle leggi razziali) e quindi soppressa nel 1989[1].
Già nel 2006, nel tentativo di sanare i debiti dei governi precedenti, ci fu una proposta di ripristino di questa tassa da parte dell'eterogeneo governo Prodi[2], ma la levata di scudi dai banchi di Rifondazione[3], insieme all'ondata di malcontento suscitata dalla proposta, evitò il pericolo.
Ora ci tocca nuovamente lottare per opporci a questo iniquo balzello, questa volta proposto da coloro che in Parlamento, nel 2006, si accodarono a noi sbraitando accuse contro di esso.
Riportiamo l'amaro commento di Americo Pilati, presidente regionale URLAT – Unione Regionale Ligure Albergatori e Turismo e Presidente di Federalberghi Imperia:
L’ipotesi, circolata in queste ore, di una tassa di soggiorno contemplata nel decreto sul federalismo municipale è inaccettabile.
La linea d’impostazione di questa tassa segue il modello di tassazione già applicato a Roma: è un modello inaccettabile e penalizzante per un solo comparto. Crea sperequazioni all’interno delle categorie che di turismo vivono e lavorano. La Tassa di soggiorno per le strutture ricettive della provincia di Imperia sarebbe un vero e proprio suicidio, in un periodo in cui il turismo non è proprio “sano”.
Inoltre basta pensare al fatto che in Italia l’aliquota IVA applicata ai servizi turistici è al 10%, mentre la vicina Francia applica il 5,5%, con lo scopo di incentivare la ripresa economico - turistica del Paese. Un’aliquota IVA così alta (in Spagna e Germania l’aliquota è al 7%; in Francia al 5,5%, appunto) non è già un’importante tassa di soggiorno? In un periodo durante il quale vi è reale necessità di aiuti troviamo invece di fronte interlocutori che al posto di 'alleggerire' le imprese vogliono gravarle di costi sempre maggiori: questo è inconcepibile!
Vogliamo aggiungere alcune osservazioni alle parole del presidente Pilati.
A nostro avviso colpire i già provati operatori turistici piuttosto che il fiorente sottobosco speculativo delle seconde case affittate in nero a cuggini più o meno fittizi significa fustigare una categoria di imprenditori già provata non solo dalla crisi, ma anche soffocata dalla concorrenza delle vacanze low-cost basate sullo sfruttamento di manodopera e risorse dei paesi in via di sviluppo e, di conseguenza, colpire anche il nostro mondo del lavoro. A questo occorre associare il fatto che la tassa di soggiorno sarebbe fortemente sperequativa, poiché [4] penalizzerebbe in maniera maggiore il turismo alberghiero.
Dopo la delocalizzazione delle industrie ci toccherà subire pure la delocalizzazione del turismo a causa di costi troppo elevati?
Nella nostra piccola realtà locale l'attività turistica, fonte principale di reddito del comprensorio, è caratterizzata principalmente da piccole imprese a conduzione familiare anziché essere stata assorbita da anonime multinazionali alberghiere tipo Marriott o Starwood. Questo significa che molto spesso il "padrone" e il lavoratore sono la stessa persona: vogliamo però tutelare gli interessi della figura del lavoratore a prescindere dal fatto che in questo caso essa sia anche proprietaria dei mezzi di produzione.
Quello di cui c'è realmente bisogno, e lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle a Diano Marina con la G.M., non è una legge ad hoc per "fare cassa": è una migliore gestione del denaro pubblico.
Chi ha una barca che fa acqua non si procura una sassola più grande per aggottare: tappa i buchi.

La Segreteria del Circolo Dianese

1 Si vedano i testi delle leggi del 1910 e del 1938 su questa pagina.

2 Si vedano gli Allegati agli Atti Parlamentari della seduta del 14 novembre 2006, pag. 5

3 Si vedano gli Atti Parlamentari della seduta del 14 novembre 2006, pag. 30 (52 del PDF)

4 Faceva notare l'On. Lucio Barani (allora deputato della lista DC-Nuovo PSI e oggi membro della stessa coalizione che ripropone questo balzello) «I ricchi vanno all'estero e la tassa non la pagano. In ogni caso, la tassa doveva essere pagata sia da chi occupava una camera da 1.500 euro sia da chi occupava una stanza da 15 euro.» - Atti Parlamentari della seduta del 14 novembre 2006, pag. 29 (51 del PDF)


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