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Requiem per i platani di Diano Marina
L'intervento di asfaltatura che il Comune di Diano Marina sta facendo intorno ai platani di viale Matteotti per recuperare qualche spanna di parcheggio equivale ad ucciderli, in quanto ogni pianta ha bisogno di spazio vitale, non compattato, per le proprie radici.
Ridurre questo spazio vuol dire strangolare questi magnifici alberi che, da ora in avanti, troveremo in condizioni sempre peggiori.
La Giunta Comunale di Diano Marina pare essersi dimenticata di tutto quanto è stato da essa valutato e considerato in merito all'importanza del verde urbano durante la stesura della delibera del 27 settembre 2010[1].
La deliberazione citata ha per oggetto l'abbattimento alberi in aree private, ma si guarda bene dal definire norme specifiche per le aree pubbliche (probabilmente l'Amministrazione si ritiene supra legis, al di sopra della legge): tiene conto, però, «che il Comune di Diano Marina è privo oltre che di piano del verde anche di regolamento del verde», e «che il Piano Urbanistico Comunale, pur prevedendo criteri di indirizzo per la redazione del piano del verde, (art. 90), attualmente non prevede alcuna indicazione di gestione relativa al taglio di qualsiasi essenza arborea pubblica o privata». Sarebbe bastato copiare dal Comune di Imperia, che si è già dotato di un "Regolamento per la gestione e tutela della vegetazione urbana".
Nella stesura della deliberazione la Giunta ha "visto" (ma ci chiediamo se abbia anche capito) una serie di normative generiche (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, "Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137"[2], Decreto del presidente del Consiglio dei ministri 12 dicembre 2005, Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, ai sensi dell'articolo 146, comma 3, del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42[3], Decreto Legislativo 24 marzo 2006, n. 157, "Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio"[4], Legge Regionale n. 16 del 06-06-2008, "Disciplina dell’attività edilizia"[5]) delle quali riportiamo in calce i collegamenti ai testi integrali per chi volesse prenderne visione.
La deliberazione dianese fa inoltre riferimento al monumentale ed estremamente dettagliato Regolamento del verde pubblico e privato della Città di Torino approvato dall'Amministrazione Chiamparino il 6 marzo 2006, disponibile su questa pagina per i dianesi che vogliano approfondire l'argomento.
L'allegato 9 a tale regolamento contiene una serie di 16 schemi per la tutela degli alberi nelle aree di cantiere.Il primo, estremamente specifico e che riportiamo qui a lato, recita chiaramente: "Il costipamento del terreno è la morte dell'albero": ci pare che su questo non ci possano essere interpretazioni o fraintendimenti.
Per quanto riguarda il caso specifico dei platani l'Amministrazione ha inoltre del tutto ignorato l'esistenza di norme specifiche in materia: esiste infatti una normativa ad hoc intitolata "Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano 'Ceratocystis fimbriata'"[6] che prevede norme severe[7] nel caso venga disattesa, poiché si tratta di una fitopatologia molto grave.
Non basta, quindi, dire genericamente, sulla base empirica di una più o meno ipotetica "esperienza contadina", che un albero è "malato", ma occorre adempiere a ben precise procedure, sia legali che scientifiche.
Riprendiamo alcune acute osservazioni di Gilberto Costanza sul sito "Trucioli Savonesi"[8]:
Viene spontanea una fondamentale domanda: Perché la delibera in oggetto, viste le premesse e considerazioni riportate nella stessa, si limita solo alle aree dei privati e non anche alle aree pubbliche?Le voci di cittadini che si sono levate a difesa dei platani di Diano Marina sono state innumerevoli[9].
Perché l’Amministrazione non si è mai attivata per approvare il Piano del verde e il Regolamento del verde, tenuto conto che nella delibera si fa riferimento al regolamento del verde della città di Torino? Con quale principio di equità e uguaglianza è stato approvata la delibera in oggetto che sembra causare una evidente disparità fra i doveri del privato e del pubblico? Come si è comportata e si comporta l’attuale Amministrazione nella gestione del verde ed in particolare dell’abbattimento degli alberi nelle aree pubbliche?
[...]
Che cosa ha dichiarato il sindaco Angelo Basso, in merito?
Alla Stampa ha dichiarato: “Abbiamo già dovuto chiedere l’intervento dei Vigili del fuoco per eliminare un platano vicino alla scuola, Quando è stato possibile esaminare il tronco, si è scoperto che era vuoto, forse per la vecchiaia o per una malattia ma, comunque, ha giustificato il suo taglio soprattutto per la sicurezza dei passanti e dei giovani studenti. Anche i platani di via Matteotti creano rischi alla sicurezza dei passanti. Purtroppo dovranno essere tagliati tra l’altro con un costo notevole per le casse comunali. Ma possiamo garantire che li rimpiazzeremo”.
Sembrano le solite dichiarazioni che, sull’abbattimento di alberi, vengono pronunciate, sia a giustificazione che assicurazione di reimpianti. E’ cosi?
Quando il sindaco dichiara “forse per la vecchiaia o per una malattia” con il termine “forse” sembra di capire che non è stata fatta una relazione redatta da professionista abilitato, (Agronomo regolarmente iscritto all’albo professionale). Certo che, se confermato, si nota una incongruità fra la delibera sopra approvata e l’operato dell’amministrazione dianese. Si, perché non si può credere che una saggia amministrazione abbia stabilito delle modalità precise per l’abbattimento di alberi in aree private, nel mentre le stesse modalità e regole non le rispetta l’Ente sulle aree pubbliche. Sarebbe un non senso, che legittima il malcontento dei residenti e giustifica lo sfogo di alcuni di loro.
Nel novembre 2010 l'Amministrazione Basso ha fatto sapere ai media[10] che i platani saranno sostituiti con cloni geneticamente modificati. Ci auguriamo solo che per questa sciagurata e deprecabile operazione non sia stato utilizzato il DNA dei parchimetri.
1 Verbale di deliberazione della Giunta Comunale nº 159
4 Testo integrale e dossier di documentazione
7 Art. 500 del Codice Penale - Diffusione di una malattia delle piante o degli animali. - Chiunque cagiona la diffusione di una malattia alle piante o agli animali, pericolosa all'economia rurale o forestale, ovvero al patrimonio zootecnico della nazione, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Se la diffusione avviene per colpa, la pena è della multa da euro 103 a euro 2.065.
(Importi elevati dall'art. 113 comma I l. 23-11-1981 n. 689)
9 Si vedano SanremoNews del 16 agosto 2010, Riviera24 del 17 agosto 2010, SanremoNews del 15 novembre 2010, SanremoNews (altro articolo) del 15 novembre 2010
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