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Turista contorsionista
Recentemente l'On. Andrea Guglieri ha segnalato alla stampa un calo del 23,18% di presenze turistiche a Diano Marina negli ultimi dieci anni[1].Prima di saltare a piè pari alle solite accuse di inettitudine nei confronti di Basso con le sue fantasmagoriche quanto estemporanee iniziative, per le quali ormai basterebbe fare un banale "copia&incolla", abbiamo preferito documentarci un po', non solo sulla situazione di Diano Marina, ma sull'andamento del turismo a livello globale, per comprendere quanto effettivamente abbia inciso sul fenomeno la ben nota scarsa competenza nel governare dell'attuale Amministrazione.
L'agenzia delle Nazioni Unite UNWTO[2], da noi nota come Organizzazione Mondiale del Turismo, nell'articolo Tourism and the world economy[3] evidenzia come la domanda turistica dipenda fortemente dalle condizioni economiche dei paesi di origine dei turisti.
Quando vi è crescita economica i livelli di reddito disponibile per le spese superflue aumentano di conseguenza, ed una larga parte di queste è destinata al turismo, specie nel caso di economie emergenti.
In generale, come evidenzia il grafico seguente, la crescita percentuale del PIL (GDP) viene sorpassata dalla crescita del turismo, tranne quando il tasso di crescita del PIL cade sotto il 2%.
Visto che a Diano Marina il turismo si è mostrato in controtendenza, la causa va quindi ricercata in ambito locale: in altre parole si ha la conferma che il "sindaco-monarca" si è rivelato un pessimo amministratore del ricco patrimonio turistico dianese.
Eppure non ci sarebbe voluto molto per far diventare Diano Marina più attraente dal punto di vista turistico: per esempio per i soldi che ha reso la GM alle casse comunali tanto sarebbe valso rendere gratuite le spiagge da essa gestite. Magari questo non avrebbe aumentato il numero di ospiti, ma perlomeno avrebbe contribuito a rendere la loro vacanza più gradevole e quindi, come si dice in marketing, a "fidelizzarli".
D'altra parte è inutile aumentare a dismisura le presenze turistiche se poi le infrastrutture (acquedotto, fognature, parcheggi, ecc.) non sono in grado di fare fronte alla richiesta: come abbiamo già scritto in passato, in occasione del divieto di balneazione in zona Sant'Anna, la promozione turistica non può prescindere dalla qualità di ciò che si promuove, altrimenti diventa un autogoal.
Di certo non saremo noi, nel nostro piccolo, il deus ex machina con una risposta immediata e definitiva a un problema globale che tiene da anni occupata un'intera agenzia specializzata delle Nazioni Unite: ci impegneremo però per trovare quelle micro-soluzioni adatte al nostro territorio che possano permettere al comprensorio dianese di tornare ad eccellere nel panorama turistico del ponente ligure, con una pianificazione flessibile che, pur definendo precise linee guida per il recupero del turismo, sappia però far fronte in tempi rapidi a tutte le eventualità che si possono presentare sullo scacchiere turistico internazionale.
Limitarci a pensare al turismo nella sola ottica del golfo dianese senza tener conto di ciò che succederà nella prossima stagione in paesi nostri diretti concorrenti sul piano della ricettività, quali per esempio Tunisia ed Egitto che sicuramente vedranno un calo delle presenze, o paesi di provenienza dei visitatori, come per esempio la Gran Bretagna ridotta quasi alla fame dalla scure economica del governo liberal-conservatore, sarebbe un modo di agire estremamente miope e dilettantesco.
Immagine di Philippe Jacquet
1 Diano Marina: calo di presenze turistiche dal 2000 al 2010, intervento di Guglieri e Pizzo, su SanremoNews
2 United Nations World Tourism Organization - www.unwto.org
3 Tourism and the world economy - in inglese
4 UNWTO World Tourism Barometer, Volume 9, n. 1, February 2011 - in inglese
5 UNWTO Tourism Highlights 2010 - in inglese
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Ultimo aggiornamento del testo principale: giovedì 07 aprile 2011 - 07:23:33
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