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Paolo Ferrero
Quel che il futuro dirà di noi
Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica
180 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-94-6

Alberto Burgio
Senza Democrazia
Per un'analisi della crisi
288 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-89969-70-0

Pasquale Indulgenza
L'ora opportuna
Canti del cerchio ermetico
80 pagine
12,00 euro
ISBN: 978-88-7842-914-7

Marco Bernardini
Scritti (anche) politici
Raccolta di alcuni articoli pubblicati su questo sito
100 pagine
9,99 euro
Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi
Fischia il vento su Scajolandia
Siamo arrivati secondi: come al solito pressapochismo, clientelismo e xenofobia l’hanno fatta da padrone.Il Circolo Dianese copre sette comuni, con una popolazione complessiva di circa 15.000 abitanti: una piccola realtà, ma un grande banco di prova in un territorio feudalizzato da Scajola e consorterie, dove i favori contano più dei diritti.
Quattro comuni sono andati alle urne, e in tre, nei quali senza il nostro impegno sarebbe stata presente una lista unica, abbiamo ottenuto complessivamente 4 consiglieri comunali di opposizione appartenenti a Rifondazione, oltre a 5 riconducibili ad altre aree.
Seguendo l’indicazione del Segretario Ferrero[1], e cioè lavorando su quel 90% che abbiamo in comune e non su quanto ci divide, abbiamo costituito liste aggregando intorno a Rifondazione sia altre forze politiche che cittadini non integrati nei partiti, ma comunque sempre con una chiara impronta di sinistra, gente disposta a “metterci la faccia” e che non cerca il posto in comune solo per favorire parenti e amici.
Chi ha creato le maggiori difficoltà alla nostra partecipazione come Rifondazione Comunista è stato quel gruppo con buone intenzioni ma poca pratica che si definisce “società civile”, sempre timoroso di perdere qualche voto da parte dei “moderati” se si avvicina a meno di 15 metri da una bandiera con falce e martello, e terrorizzato dal fatto di poter venire in qualche modo associato con il nostro partito. Eppure il nostro servizio notturno - gratuito - di attacchinaggio manifesti è stato sempre richiesto, e le nostre proposte programmatiche iniziali sono state accettate con entusiasmo... a condizione, ci è stato detto dopo, di non metterci il bollino di partito. A quel punto, se ci fossimo ritirati, saremmo stati accusati di essere i soliti affossatori di coalizioni potenzialmente vincenti. Abbiamo perciò deciso, in sintonia con l’alleanza che governa la regione Liguria, di proseguire a denti stretti, molto stretti.
Sappiamo che il compito che attende i compagni consiglieri ora è arduo: non solo dovranno contrastare le tendenze speculative delle coalizioni di maggioranza, a volte appoggiate da gruppi clientelari che ci disgusta persino definire “forze politiche”, ma dovranno anche lavorare duro per ridare al Partito quella visibilità che gli viene negata dai media.
Per fare questo dovranno perciò adoperarsi, oltre che in un’azione di “trincea” per preservare dalle grinfie del “libero mercato” quel poco di sociale e di territorio che rimane, anche per presentare proposte concrete ed attuabili che dimostrino alla popolazione che i comunisti, contrariamente a quanto si vuol far credere, non sono degli sprovveduti, ma anzi spesso hanno idee molto migliori di chi non vede più in là del proprio portafoglio.
Uno dei punti programmatici sui quali si è insistito maggiormente in tutti i comuni chiamati alle urne, e che sarà la nostra costante preoccupazione nei prossimi anni, è la tutela della storica caserma “Camandone” di Diano Castello, nella quale sappiamo che numerosi compagni hanno fatto il CAR e ne conservano un buon ricordo. Vogliamo che questa grande struttura, che si estende su oltre 13 ettari, non sia destinata né alla speculazione ad uso abitativo (di fatto seconde case, delle quali non vi è certo il bisogno) né, tantomeno, alla creazione di uno shopping center mastodontico, che annienterebbe il piccolo commercio locale con la perdita di centinaia di posti di lavoro, ma diventi un fulcro sociale, culturale e aggregativo per l’intero comprensorio dianese, con la creazione di quelle strutture sportive, sale convegni e spazi di riunione che oggi mancano.
Fu proprio sulle colline di Diano Castello che nel settembre 1943, sotto il comando di Felice Cascione detto “U Megu” (il medico), ebbe inizio la lotta partigiana in Liguria, e nel “casone” in località Magaiettu fu scritta la prima versione di Fischia il Vento. I primi partigiani che salirono in montagna con Cascione non furono forse più numerosi dei nostri candidati, ma anche loro ebbero il coraggio di metterci la faccia e, spesso, la vita, perché l’Italia diventasse un paese migliore.
È pensando anche a loro che i compagni hanno deciso di impegnarsi in prima persona, perché il vento torni a fischiare. Auguriamo quindi un buon lavoro ai compagni Pierluigi Zuccolo a Diano Castello, Eros Rubicone, Marco Bernardini e Giuseppe Calabrese a Diano Arentino.
1 Lo disse il 19 febbraio 2011 a Sanremo, durante la manifestazione “Bella Ciao ve la cantiamo noi”.
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Ultimo aggiornamento del testo principale: giovedì 18 agosto 2011 - 03:05:46
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