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Ci risiamo!
Megalomania:Quando si parla di "grandi opere" ci piacerebbe che il discorso si riferisse alla Traviata, L'Aida, Turandot, Il barbiere di Siviglia e via di seguito. L'accezione corrente del termine, invece, sembra sempre più riferirsi a "costosissime opere pubbliche di discutibile utilità", come per esempio il Ponte sullo Stretto, la TAV Torino-Lione, ecc.
La megalomania (dal greco μεγαλομανία) è uno stato psicopatologico caratterizzato dalle fantasie di ricchezza, di fama e di onnipotenza. La parola deriva da due parole greche: megas (grande) e "mania" ovvero ossessione. Questa patologia mentale è certe volte sintomo di disturbi paranoici e maniacali.
(da Wikipedia, l'enciclopedia libera)
Anche Diano Marina ha la sua piccola grande opera: il porto.
Da tempo il nostro partito si batte contro l'ampliamento del porto (anzi, "approdo turistico") di Diano Marina, per una serie di concrete ragioni che paiono sfuggire alle amministrazioni comunali in carica.
Ne ricordiamo brevemente alcune:
- l'ampliamento verrebbe realizzato a discapito di circa 150 metri di spiaggia libera e, a causa dell'inquinamento dovuto ai natanti, peggiorerebbe la qualità del mare già messa a dura prova dalla mancanza di un depuratore;
- il Comune non ha gli oltre 50 milioni di euro necessari per finanziare l'opera, poco appetibile ai privati a causa, anche, della scarsa cura che viene destinata all'ambiente urbano che dovrebbe essere complementare al porto (i turisti galleggianti preferiscono sicuramente posti più attraenti, dove almeno, quando si scende a terra, non c'è il rischio di azzopparsi a causa dei buchi nei marciapiedi);
- in Liguria ci sono quasi più posti barca che abitanti (anche considerando i residenti "fantasma" di molte prime case, ma questo è un altro discorso), con un'offerta che sta rischiando di superare la domanda.
A differenza di quanto sostiene il sindaco, le spiagge non bastano, vanno salvaguardate dall'erosione e rese anche libere in una percentuale non inferiore al 40% dell'intero litorale balneabile, secondo quanto stabilito dalla legge regionale.
Il turismo costiero è ormai passato da una massiccia offerta alberghiera ad un generalizzato uso per brevi periodi di seconde case, e di questo fenomeno occorre prendere atto nella fase di progettazione dell'offerta turistica: le spiagge e non certo i porti sono la vera attrazione turistica di Diano Marina.
Chi dice che un porto più grande attirerebbe "ricchezza" racconta una frottola colossale!
Basta andare a Imperia, in Calata Cuneo, per vedere che gli yacht ormeggiati vengono riforniti da servizi di catering targati Nizza e assistiti da manutentori targati Montecarlo: bella ricchezza, ci portano... giusto la dozzina di euro del biglietto dell'autostrada.
Una spiaggia libera, invece, porta gente, ma gente viva, che prende il caffè, mangia la pizza, spedisce le cartoline ed è contenta se può risparmiare sull'ombrellone e sulla sdraio perché così può permettersi qualche giorno di vacanza in più, e che, se si trova bene, manderà qui anche gli amici: il vero "motore" del turismo è questo, e non un fuoribordo da 300 HP!
Si tratta, quindi, di scegliere se far arrivare i soldi dei posti barca al comune, con il tramite di chissà chi che si prenderebbe la sua bella fetta, oppure se far arrivare le migliaia di euro spese dai turisti "da spiaggia" direttamente nelle tasche dei dianesi, aumentando anche effettivamente le possibilità occupazionali nel comprensorio.
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