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Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi

sabato 21 gennaio 2012

Maria Musso

I compagni consiglieri comunali a Diano Arentino hanno presentato, il 21 gennaio 2012, la seguente interrogazione per sapere quali iniziative abbia intenzione di prendere l'Amministrazione per commemorare la figura di Maria Musso.
Riporteremo in seguito quanto verrà deciso in Consiglio Comunale.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
IN MERITO AD INIZIATIVE PER RICORDARE MARIA MUSSO

I sottoscritti Consiglieri Comunali del gruppo “Rifondazione Comunista” Marco BERNARDINI, Giuseppe CALABRESE e Eros RUBICONE presentano al Consiglio Comunale di Diano Arentino la seguente interrogazione, per la quale richiedono risposta scritta.

PREMESSO CHE:
Il 17 novembre 2011 a Diano Marina moriva Maria Musso. Il funerale è stato celebrato il ventuno dello stesso mese, ed è stata sepolta a Diano Arentino. Nessuno dell’Amministrazione Comunale era presente con gonfalone, nessun delegato dal Sindaco era presente con la fascia tricolore, nessuno ad attenderla per commemorarla e porgerle gli onori che meritava, in nome della comunità libera e antifascista.
Ottantadue anni fa nasceva a Diano Arentino Musso Maria. Cresceva forte e sana, una ragazza che, per il suo carattere timido, da sola non scendeva neppure a Diano Marina. Quando lei era giovanissima, i Tedeschi hanno arrestato sua madre. La ragazza, pur essendo sicura in un rifugio, per amore materno è corsa a Diano Marina per avere notizie della mamma, ingenuamente, si è presentata al comando tedesco con un bel nastro rosso tra i capelli neri. I tedeschi quel rosso l’hanno interpretato non come un abbellimento, ma come simbolo del socialismo, dunque comunista e nemica del regime. Era arrestata per essere deportata al campo di concentramento. Condotta a Chiusavecchia, quindi incarcerata in una cella della caserma.
Ogni notte, le SS la mettevano con le spalle al muro, un faro potentissimo puntato sugli occhi, era interrogata nella camera di tortura, nel tentativo di farsi dire la sede del comando e delle bande partigiane. Non rispose.
Insieme con altri, legata, fu trasportata su un camion a Genova, scortata da fascisti e nazisti, sostando una notte nel carcere di Marassi. Il 15 settembre proseguì per il campo di smistamento di Bolzano. Rinchiusa in un vagone bestiame per quattro giorni e tre notti, senza mangiare, senza i più elementari servizi igienici, viaggiò in direzione della Germania. Pigiata tra centinaia di compagne e compagni di sventura, durante il viaggio morì una donna anziana.
A Mauthausen Maria Musso incontrò per la prima volta la visione dell’orrore del martirio e della morte. Scampò al forno crematorio grazie alla sua forte costituzione fisica, e fu quindi indirizzata verso i lavori forzati al campo di Ravensbruck. Dopo un anno di patimenti e sofferenze, costretta dalla sete, bevve in una fossa scavata da una bomba, fossa colmo di cadaveri, acqua sporca e inquinata, contraendo il tifo, ma fortunatamente, con l’aiuto di altre prigioniere e con la forza di volontà riuscì a sopravvivere. In seguito liberata dagli inglesi, con l’aiuto degli americani e di associazioni umanitarie ritornò al suo paese.
Visse con il terribile ricordo di quei giorni tragici, non dormendo la notte per la difficoltà a cancellare quei fantasmi dalla sua mente.
Andava nelle scuole, a portare la testimonianza di ciò che aveva vissuto. Lo faceva per paura che quel passato, se dimenticato, potesse ritornare. Lo faceva per amore della pace e della giustizia.

CONSIDERATO CHE:
dobbiamo commemorare e restituire memoria alle vittime dell’olocausto. Lo dobbiamo a chi ha sofferto, lo dobbiamo a Maria Musso che, quando era in vita, con la sua testimonianza ci ha aiutato a ricostruire quella memoria. Lo dobbiamo a quelle migliaia di partigiani, di donne, di uomini che hanno rischiato o dato la propria vita. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo ai figli e ai nipoti. Se non si ha memoria di quello che è accaduto questo può ancora accadere: nessun popolo è immune dal ritorno della barbarie.
Non possiamo lasciare cadere la storia e la vita di Maria Musso nel dimenticatoio.

PER QUANTO SOPRA ESPOSTO
si chiede di conoscere quali iniziative abbia in programma l’Amministrazione Comunale per la commemorazione della nostra concittadina.

SI PROPONE
di intitolare a Maria Musso e agli altri deportati, affinché nessuno possa dimenticare, un luogo pubblico a Diano Arentino, con la posa di una targa commemorativa.
Il Direttivo del Circolo Dianese

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