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Pasquale Indulgenza
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80 pagine
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ISBN: 978-88-7842-914-7

Marco Bernardini
Scritti (anche) politici
Raccolta di alcuni articoli pubblicati su questo sito
100 pagine
9,99 euro
Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi
Il buio oltre la siepe
Non abbiamo intenzione di scrivere una recensione di questo pluripremiato film del 1962 con Gregory Peck, ma vogliamo piuttosto parlare della situazione della pubblica illuminazione (anzi, sarebbe meglio parlare di "pubblica oscurità") nel centro di Diano Marina, in particolare nelle vie più frequentate dai turisti.Prendiamo, per esempio, la centralissima parte pedonale di corso Roma, con le sue belle piante di aranci e i suoi illegali[1] lampioni a palla: lo scenario è suggestivo, ma solo se visto da lontano, perché i pedoni che si trovano a transitare sui marciapiedi, nell'ombra degli alberi, camminano totalmente al buio, con in più l'aggravante dell'inquinamento ottico (in parole povere l'abbagliamento) prodotto dalle altre luci della strada.
Casi ancora più eclatanti sono quello del sottopassaggio di via Mortula in zona Sant'Anna, dove i pedoni possono orientarsi in direzione del mare solo grazie agli effluvi fognari, visto che non vi è alcuna luce ad illuminare il sottopassaggio, e via Villebone, principale asse viario e pedonale tra il passaggio a livello a ponente della stazione e il mare, che tra piazza Giovanni XXIII e la via Aurelia è totalmente priva di luci.
La stessa situazione si presenta in molte altre vie, dove la pubblica illuminazione, posizionata esclusivamente in base alle esigenze di un traffico veicolare che spesso è stato dirottato altrove, è spesso totalmente inutile per i pedoni. Alcuni tratti di marciapiede sono addirittura illuminati solamente "a scrocco" dalle luci di vetrine, insegne e portoni di condomini.
Viste le condizioni della pavimentazione dei marciapiedi e delle strade, dove a volte i buchi sono quasi più numerosi dell'asfalto e delle piastrelle, questo non sembra un contesto molto sicuro per le caviglie dei passanti.
Anche se la giurisprudenza ritiene che la responsabilità della Pubblica Amministrazione debba essere esclusa in caso di "negligenza e disattenzione dell'utente della pubblica via"[2] noi riteniamo che, prima che un dovere giuridico, vi debba essere un dovere morale dell'Amministrazione nel tutelare l'incolumità e il benessere dei cittadini, siano questi residenti (e insistiamo nel ricordare che oltre 1/4 dei residenti ha più di 65 anni) o siano dei turisti.
È inutile immaginare di avere un porto che può ospitare centinaia di mega-yacht i cui proprietari sono ansiosi di fare shopping nelle vie di Diano Marina, se poi chi scende dalla barca corre il rischio di azzopparsi[3], e non è neppure possibile attendere i fuochi artificiali[4] per poter vedere dove si mettono i piedi. Allo stesso modo sono inutili le "colonnine antiaggressione", se non è possibile vedere dove si trovano.
Abbiamo realizzato alcune riprese fotografiche degli angoli più "suggestivi" del centro di Diano Marina: per visualizzarle in dimensioni maggiori è sufficiente cliccare su di esse.
Corso Roma all'incrocio con Viale Matteotti, angolo verso mare e verso Imperia.
Nonostante la presenza di numerosi lampioni questo tratto rimane totalmente in ombra; ad aggravare la situazione vi sono le luci eccessivamente potenti nel tratto immediatamente successivo, che costringono l'occhio ad un continuo riadattamento per compensare l'abbagliamento.
Corso Roma pochi metri prima dell'angolo con Piazza Papa Giovanni XXIII.
L'illuminazione qui è sovrabbondante, ma lo stato del pavé sulla rampa di accesso è esecrabile.
Piazza Papa Giovanni XXIII, lato mare, sul marciapiede della Casa di Riposo.
Anche qui l'illuminazione è mal distribuita, creando pericolose zone d'ombra.
Piazza Papa Giovanni XXIII, lato mare, sul marciapiede della Casa di Riposo, dettaglio dell'area della foto precedente.
Come si può notare vi sono vari pericolosi "trabocchetti" nell'ombra della cabina telefonica: un buco profondo una decina di cm e quattro piastre metalliche. Nel caso in cui un veicolo posteggiasse a ridosso della cabina questi rimarrebbero nell'oscurità più completa.
Corso Europa, lato monte, in prossimità dello sbocco su Piazza Papa Giovanni XXIII.
Questo tratto di marciapiede è illuminato solo da luce radente, che viene totalmente schermata da chi si trova a camminarvi in direzione della piazza. Da notare che i bordi in cemento delle aiuole risultano di difficile identificazione.
Corso Europa, lato mare.
Anche in questo caso si passa da una zona eccessivamente illuminata ad un tratto in forte penombra, tanto che si scorge a malapena il cestino per i rifiuti.
Via Mortula, il sottopassaggio.
Le uniche luci che si notano sono le insegne riflesse nei cassonetti. L'unico modo per vedere bene il piano viario è attendere che passi un veicolo, e quindi cercare di ricordarsi il percorso.
Il Lungomare, lato a ponente.
Qui lo spiegamento di lampadine è veramente eccessivo, come si può notare dalle sagome dei passanti che nei 2 secondi usati per la ripresa hanno avuto modo di spostarsi solo di pochi centimetri, senza contare che i corpi illuminanti privi di schermatura verso l'alto sono totalmente fuorilegge, come indicato in precedenza.
È da notare l'utilissimo pannello informativo in codice Morse.
Via Villebone, lo sbocco sulla via Aurelia.
È evidente che tra Piazza Papa Giovanni e la Via Aurelia non vi è alcuna luce pubblica, e solo il tratto di fronte al piazzale della Casa di Riposo è illuminato, scarsamente, "di rimbalzo", usando luci di proprietà privata.
Via Aurelia, lato monte, in corrispondenza del rio Varcavello.
Suggeriamo all'Assessore alla Cultura di bluffare e presentare questo angolo come "installazione artistica postmoderna di ispirazione decostruzionista": in questo modo, forse, qualche turista eviterà di inciamparci.
Viale Matteotti, lato verso Imperia.
Come si può notare dall'angolatura delle ombre le luci principali, qui, sono quelle provenienti dal porticato che si trova immediatamente prima. Tra le due rampe dei passi carrai vi è un grosso buco, quasi totalmente nascosto dalle foglie secche. Anche per questo tratto di marciapiede è necessario avvalersi della cortesia degli automobilisti di passaggio per vedere dove mettere i piedi.
Via Gaggero, di fronte all'ingresso delle scuole.
Un altro punto in cui l'illuminazione è sovrabbondante ma mal distribuita, creando zone di eccessivo contrasto.
Naturalmente non attribuiamo alcun valore scientifico a queste fotografie, perché la misurazione della luce deve essere eseguita con strumenti appositi da tecnici specializzati in illuminotecnica, però riteniamo che siano abbastanza esemplificative della situazione. Sicuramente l'illuminazione che si sarebbe potuta ottenere usando in altro modo i 38.400,00 euro spesi per i fuochi artificiali sarebbe durata più che il paio d'ore degli spettacoli pirotecnici.
Per non essere accusati di interessarci dei soli problemi di Diano Marina segnaliamo che la situazione è analoga negli altri comuni che si affacciano sul golfo: anche lungo le passeggiate a mare di San Bartolomeo e di Cervo, che dovrebbero essere luoghi pensati specificatamente per la circolazione pedonale, vi è un eccesso di zone oscure, per non parlare delle condizioni ancora peggiori delle strade "periferiche" a monte della via Aurelia, ma questa non deve essere una giustificazione per non offrire servizi accettabili alla cittadinanza.
Perché il Comune possa risparmiare un po' sul costo di un adeguato progetto di illuminotecnica suggeriamo al Sindaco Basso di portarsi appresso, durante le continue peregrinazioni di cui si vanta, un paio di cesoie: in questo modo potrà tagliare i rami più ingombranti e ripristinare una decente illuminazione dei marciapiedi.
Immagine della lampadina di Jeff Kubina
Fotografie notturne di Marco Bernardini, copiabili liberamente con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.
1 Degli aspetti legislativi dell'inquinamento luminoso abbiamo scritto nella nostra pagina sulle luci LED.
2 Si veda, a tale proposito, la pagina http://www.altalex.com/index.php?idnot=6971
3 Presumendo che tutti i proprietari di cani abbiano un senso di urbanità tale da raccogliere tutti i residuati organici.
4 Per i fuochi artificiali del 2010 è stata spesa la somma di euro 38.400,00, come da determinazione n. 47 del Responsabile al Servizio Turismo, Spettacolo e Sport - http://www.comune.diano-marina.imperia.it/_Rainbow/ermesw/18152010.pdf - mentre finora, nel 2010, sono stati spesi solo 1.800 euro per la manutenzione della pubblica illuminazione - http://www.comune.diano-marina.imperia.it/_Rainbow/ermesw/12652010.pdf - consistente nella sostituzione dell'armadio dell'illuminazione pubblica in via Bonfante.
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Ultimo aggiornamento del testo principale: venerdì 03 settembre 2010 - 18:32:19
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