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Per saperne di più: recensioni e anteprime dei testi

sabato 14 agosto 2010 - 08:30

LED: un futuro vecchio di 100 anni

Lampada a LED, 12V 1,5W Oggigiorno le luci LED[1] sono considerate all'avanguardia e "fanno tendenza" perché consumano pochissimo, non scaldano[2] e hanno un aspetto ipertecnologico, contrariamente alle vecchie lampadine a incandescenza od a quelle cosiddette "a basso consumo"[3]. Questo, almeno, è quanto ci propina la pubblicità per smerciarci prodotti cinesi a dieci volte il prezzo al quale vengono venduti direttamente su eBay dai produttori[4].
Quello che è poco noto è che il fenomeno dell'elettroluminescenza alla base di questa tecnologia propagandata come tanto moderna è stato scoperto nel 1907 in Gran Bretagna. Nel 1927 uno scienziato sovietico, Oleg Losev[5], pubblicò la prima descrizione di un LED, del quale non si intravidero però le potenzialità. Per arrivare ai LED dei quali vogliamo trattare occorre attendere fino al 1962, quando si inventa il LED rosso, e poi saltare al 1990, data di sviluppo del LED blu, dal quale è quindi derivato quello bianco. Questa tecnologia è in costante evoluzione, ed il punto di maturità che ha raggiunto, unitamente all'abbattimento dei costi di produzione, permette già oggi applicazioni estremamente interessanti.
Ci asterremo, qui, da un calcolo dettagliato sul contenimento delle emissioni di CO2: diremo solo che, a parità di luce emessa, una lampadina a incandescenza da 40 watt comporta un'emissione di 89 kg di CO2 all'anno, mentre con l'equivalente a LED, con un consumo di 13 watt, l'emissione scende a 29 kg l'anno.
Inoltre la durata di una lampada a LED si ritiene sia di circa 50.000 ore, cioé 50 volte superiore a quella di una lampadina a incandescenza, quindi richiede una minore spesa per la manutenzione.
Da qualche tempo si trovano sul mercato[6] lampioni a LED ad alimentazione solare. Il loro costo può apparire ancora abbastanza elevato (intorno ai 2000 euro a punto luce), ma bisogna fare una considerazione: il lampione non è la sola lampadina, ma nella comparazione dei costi occorre comprendere lo scavo per la posa dei cavi, la riasfaltatura della strada in cui passano i cavi, i cavi stessi, i pozzetti e la manutenzione di tutte queste cose che, con un lampione dotato di batterie autonome, non sono più necessarie.
C'è però un elemento che non si può quantificare in denaro, ed è la sicurezza.
Quante volte è già successo che un passante rimanesse folgorato da un lampione il quale, a causa dei "risparmi" sulle spese di manutenzione, non era più isolato adeguatamente[7]?
Con un lampione a pannelli solari, dotato di batterie poste a testa palo e con una tensione di soli 12 volt contro i 240 dell'illuminazione tradizionale, questo rischio è totalmente scongiurato. Marginalmente facciamo notare che un impianto di illuminazione pubblica più sicuro può anche portare ad una riduzione dei costi di assicurazione per responabilità civile da parte dell'Amministrazione Comunale.
In caso di un evento calamitoso (alluvione, terremoto, ecc.) quanto sareste disposti a pagare per avere un lampione che non si spegne al primo black-out e permette ai soccorritori di estrarvi dalle macerie senza dover attendere la luce del giorno?
I lampioni ad alimentazione solare sono oggi in grado di rimanere accesi per almeno 12 ore grazie alle proprie batterie. Oltre a considerarli una fonte di risparmio energetico, quindi, sarebbe opportuno vederli come una sorta di "assicurazione contro gli infortuni" (che si paga sperando di non doverla usare ma che viene estremamente utile al momento opportuno).
Già molte città hanno sostituito l'illuminazione tradizionale con quella a LED. In Italia ricordiamo il comune di Torraca (SA), all'estero la città di Ann Arbor in Michigan. Il comune di San Ferdinando di Puglia ha addirittura rimpiazzato le lampade votive del proprio cimitero con LED, con un sostanziale risparmio sui costi di esercizio[8].
Schema di una illuminazione inefficiente Le lampade LED hanno poi un enorme vantaggio rispetto a quelle tradizionali: la loro luce è direzionale, cioè può essere indirizzata dove serve e non dispersa ovunque, dove non serve o dove può essere addirittura fastidiosa.
Nello schema a fianco possiamo vedere come i 3/4 della luce di tipo puntiforme emessa dalle lampade tradizionali prive di schermatura[9], indicati in rosso nel grafico, vengano totalmente sprecati. Detto in soldoni, chi spende 100 euro l'anno per illuminarsi in questo modo ne butta via 75: riteniamo ci siano modi più intelligenti per dimostrare ai vicini che si è più ricchi.
Dove non interviene il buon senso è necessario che intervenga il legislatore. In Liguria la Legge Regionale 29 maggio 2007 n. 22[10], dal titolo "Norme in materia di energia", detta alcune norme contro l'inquinamento luminoso[11] e l'inquinamento ottico[12] che, a nostro avviso, sono abbastanza disattese.

Inquinamento luminoso su Diano Marina La fotografia a fianco[13] mostra la situazione dell'inquinamento luminoso sopra Diano Marina in una notte estiva: può essere spettacolare e suggestiva, ma è anche segno di un disinteresse generalizzato per il problema.
Crediamo che la luce potrebbe essere utilizzata per scopi migliori che non per illuminare le nuvole: le zanzare e i pipistrelli, come sappiamo, non hanno bisogno di "assistenza al volo".
Il nostro partito aderisce a quanto proclamato nella Starlight Declaration adottata a La Palma il 20 aprile 2007[14], ma sappiamo che molti dei nostri concittadini sono più interessati al luccichio dei marenghi che a quello delle stelle.
Riteniamo però che, per le zone turistiche, un bel cielo stellato[15] possa essere considerato un buon "valore aggiunto": riuscire ad ottenerlo rispamiando denaro, sia pubblico che privato, è senz'altro un ottimo incentivo.
La tecnologia LED per la pubblica illuminazione, essendo relativamente "giovane"[16] presenta però ancora qualche inconveniente, al quale occorre prestare attenzione prima di sprecare denaro pubblico. Ci auspichiamo che la ricerca, vista l'importanza di ridurre i consumi energetici, risolva in breve la maggior parte di questi piccoli problemi.
Per esempio la "temperatura colore" della luce è un parametro molto importante: le luci con temperatura colore più calda, tendenti al blu, producono più abbagliamento e limitano la visione, soprattutto per chi è più avanti negli anni[17] (e non dimentichiamo che oltre 1/4 degli abitanti del comprensorio dianese ha più di 65 anni). Occorre quindi usare luci che abbiano una temperatura colore molto più bassa, simile al giallo chiaro delle lampade al sodio ad alta pressione, che permette una visione migliore e riduce l'abbagliamento.
L'illuminotecnica è divenuta ormai una scienza esatta: è tramontato (o dovrebbe tramontare) il tempo in cui i lampioni venivano scelti perché "carini" da qualche assessore catapultato in giunta solo in forza del numero di cugini che gli accordavano la preferenza sulla scheda elettorale.
Investire in un progetto illuminotecnico realizzato da un professionista del settore è prima di tutto una maniera per risparmiare i già miseri fondi pubblici.
Stiamo sviluppando, per il prossimo autunno, iniziative per la sensibilizzazione in merito al problema del contenimento dei consumi energetici per l'illuminazione e per la riduzione dell'inquinamento luminoso: vi terremo informati sulla loro evoluzione.

Per saperne di più:

Marco Bernardini
Comitato Direttivo del Circolo Dianese

1 LED è l'acronimo di "Light Emission Diode", cioé "diodo a emissione di luce".

2 Non è proprio vero: possono arrivare a 80°C, che è comunque una temperatura molto inferiore a quella delle lampadine a incandescenza.

3 Le lampade a basso consumo hanno un elevato costo di smaltimento perché contengono mercurio.

4 Non tutti i venditori cinesi però spediscono in Italia: in Cina le nostre poste sono equiparate a quelle nigeriane.

5 Oleg Vladimirovich Losev (1903-1942), brillante scienziato, morì di stenti durante l'assedio nazista di Leningrado, mentre stava studiando un dispositivo che avrebbe anticipato i transistor. Le sue scoperte furono presentate su pubblicazioni scientifiche sia britanniche che tedesche tra il 1924 e il 1930, ma furono totalmente ignorate. Si veda Nature Photonics, aprile 2007.

6 Basta cercare su Google "lampione solare led" per trovare oltre 60.000 risultati.

7 Una ricerca su Google per i termini "folgorato lampione" restituisce circa 6.500 risultati.

8 Si veda il video su YouTube.

9 Specialmente quelle orribili palle di plastica che "hanno un'aria tanto moderna".

10 testo completo online all'indirizzo http://leggi.regione.liguria.it/leggi/docs/20070022.htm

11 L.R. 22/07, art. 5 comma 1 lettera a): «inquinamento luminoso: ogni forma di irradiazione di luce artificiale che si disperda al di fuori delle aree cui essa è funzionalmente dedicata e, in particolare, oltre il piano dell’orizzonte;»

12 L.R. 22/07, art. 5 comma 1 lettera b): «inquinamento ottico: ogni forma di irradiazione artificiale diretta su superfici o cose cui non è funzionalmente dedicata o per le quali non è richiesta alcuna illuminazione;»

13 Fotografia scattata il 1° giugno 2007 alle ore 23.48. Esposizione: 30 secondi. Apertura: f/4. Sensibilità: 200 ISO. Autore: Marco Bernardini

14 Testo disponibile in inglese all'indirizzo http://www.starlight2007.net/starlightdeclaration.htm.

15 Chi non ricorda la canzoncina pubblicitaria "Sul Colle di Nava vicino alle stelle"?

16 Si stima che le lampade LED durino almeno 12 anni: occorrerà però attendere ancora qualche anno per poterlo verificare con sicurezza.

17 Si veda questo approfondimento pubblicato sul sito www.cielobuio.org.


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Questa pagina è stata richiesta domenica 20 maggio 2012 alle 17:56:41
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